A cosa serve legalizzare la cannabis? I pro e i contro della legalizzazione in Italia

La legalizzazione della cannabis è uno dei temi scottanti del nostro paese. In questo articolo vogliamo analizzare i costi e i benefici della legalizzazione della marijuana, anche comparando il processo in Italia e in altri Stati europei in cui il passo di legalizzare la cannabis è già stato fatto.

Perché legalizzare la cannabis una analisi di costi e benefici?

Legalizzare, letteralmente, significa sottrarre dal banco dell’illegalità una data sostanza. In altri Paesi, extra ed Europei, la legalizzazione o la depenalizzazione delle cosiddette droghe leggere ha portato ad una diminuzione progressiva dei consumi, come anche ad una diminuzione del mercato mafioso e illegale che circola intorno a queste sostanze. Ciò è già avvenuto in Uruguay, Portogallo e alcuni degli Stati Uniti d’America. I principali punti a favore su cui si schierano numerosi movimenti, politici e non, soprattutto in Italia (come il ben noto movimento dei radicali, ‘Meglio Legale’), sono riscontrabili in questo semplice schema:

  • sottrazione di campo alla criminalità organizzata: la vendita illegale della cannabis è sotto il monopolio delle Mafie; secondo la Direzione Nazionale Antimafia è un dato certo che la liquidità del mercato della cannabis sia un grande potere se sottratto alla Mafia.
  • Più soldi allo Stato e dunque alla sicurezza: le entrate fiscali dovute ad un commercio legalizzato della cannabis risulterebbero di circa 7 miliardi; a questo va aggiunto che il prodotto interno lordo (PIL) derivante dal traffico di stupefacenti ammontava per l’anno 2011 a ben 10 miliardi di euro.
  • Liberazione di posti occupati nelle caceri: è stato stimato che, nello scorso anno, erano 12 mila gli uomini in carcere per reato di coltivazione, detenzione o spaccio di sostanze stupefacenti: ben il 35% della popolazione dei detenuti totale. Insomma, va da sé che il problema del sovraffollamento delle carceri venga se non risolto certamente migliorato con la legalizzazione della cannabis in Italia.

Parecchi sono anche i pareri contrari, che ben spesso si scontrano con i pro appena elencati. Molti sostengono, anche citando le parole dello stesso Borsellino, che la legalizzazione non avrebbe alcun effetto sulla lotta alla criminalità: tale frase, tuttavia, va interpretata con la dovuta cautela, soprattutto se decontestualizzata.

Cosa significa legalizzazione delle droghe?

Come prima specificato, il termine legalizzazione delle sostanze si riferisce ad una serie di norme che andrebbero a sovrascrivere o abrogare quelle ritenute finora valide sul commercio, il consumo e la coltivazione della cannabis. Va detto che, ovviamente, bisogna distinguere tra quelle che sono considerate droghe pesanti e le droghe leggere, come la marijuana. L’attuale normativa vigente in Italia è la cosiddetta Legge 242/2016: essa afferma che è legale in Italia la coltivazione di canapa inferiore a 5 grammi, con un THC inferiore allo 0.6%. Questo significa che è reato, in Italia, coltivare e possedere una quantità elevata della sostanza, ma soprattutto rivenderne una qualsiasi quantità, pena la sottrazione della patente e talora anche il regime di reclusione.

Quando si legalizza in Italia?

La legalizzazione della cannabis sembra essere per ora solo una questione di tempo. Parte di una grande lotta per i diritti civili, iniziata forse con il movimento radicale tempo fa, la situazione sociopolitica della legalizzazione della marijuana in Italia adesso è divenuta quasi ridicola per la sua arretratezza. Dopo un referendum che ha raggiunto il quorum e superato di gran lunga le aspettative anche dei media, non abbiamo dubbi che i movimenti pro legalizzazione riusciranno prima o poi ad avere il sopravvento, a dispetto della difficoltà burocratica che sembra sempre prevenire la possibilità di questo importante passo.

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